WIRE — Cento milioni subito per evitare di pagarne 250 domani. questa la mossa del ministero della Salute che, nellottobre 2025, ha deciso di chiudere con una transazione il contenzioso con JC Electronics, la societ dellimprenditore Dario Bianchi finita al centro del caos mascherine durante lemergenza Covid. Una scelta che ha spento una delle cause pi onerose aperte contro lo Stato, e che il ministro Orazio Schillaci rivendica come lunica strada per limitare i danni alle casse pubbliche. Con parere favorevole dellAvvocatura, si deciso di procedere con laccordo transattivo predisposto, ha spiegato il ministro. Cos son stati chiusi la causa principale e i contenziosi collegati per 100 milioni e 221mila euro. Una cifra imponente, certo. Ma decisamente pi contenuta rispetto ai circa 250 milioni che lo Stato rischiava di dover sborsare se il contenzioso fosse arrivato fino in fondo. CONTO FINALE Per capire perch il governo abbia scelto di liquidare, bisogna tornare alla sentenza del Tribunale di Roma, con cui i giudici hanno riconosciuto a JC Electronics oltre 203 milioni di euro di risarcimento per la risoluzione del contratto relativo alla fornitura di mascherine KN95 deciso dallallora Commissario straordinario, Domenico Arcuri. Una somma che, aggiunta agli altri procedimenti ancora pendenti, avrebbe potuto far lievitare il conto finale fino a sfiorare quota 250 milioni. Una risoluzione basata su un presupposto errato (i mancati requisiti dei dispositivi di protezione individuali della JC), smontato poi in sede di giudizio. Il Tribunale, infatti, ha stabilito senza ombra di dubbio la conformit delle mascherine Dongguan Aoxing AX-KF95, contestate dalla struttura commissariale, esaminando tutta la documentazione acquisita durante il processo e riconoscendo la validazione rilasciata dallInail, i test effettuati da laboratori internazionali accreditati e gli accertamenti dellAgenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per la revoca dei contratti, Bianchi aveva denunciato per abuso dufficio Arcuri, che era stato per archiviato dalla Procura di Roma, seppur con motivazioni dal taglio assai pungente. Pur ipotizzando che Arcuri avesse un interesse a creare una sorta di esclusiva alle importazioni delle mascherine a favore del gruppo di broker guidati da Mario Benotti, si legge nel decreto dei pm di Piazzale Clodio, non si pu avere la certezza - al pi il sospetto - che il Commissario avesse dato espressa disposizione al dirigente della struttura commissariale di sabotare lofferta della JC Electronics. Fatta fuori, si scoprir poi, per una svista. I giudici hanno infatti attribuito la risoluzione del contratto a un cortocircuito amministrativo nella gestione della documentazione tecnica. La societ aveva gi ottenuto la validazione dellInail, come detto, ma il Commissario aveva chiesto pure un ulteriore test report sulla prova di tenuta delle mascherine, mancante nella prima trasmissione di atti. Carta poi effettivamente inviata dallo studio legale della societ con una seconda Pec contrassegnata come errata corrige. Secondo i giudici, per, quella rettifica non arriv mai agli uffici chiamati a valutarla, perch chi doveva inoltrarla si era dimenticato di controllare la mail. Da l il parere negativo del Comitato tecnico scientifico e la successiva risoluzione del contratto. Schillaci rivendica la transazione senza lasciare spazio a dubbi. Se si fosse perso in appello, ha spiegato in Aula, la controparte avrebbe incassato tutto, senza sconti. Aspettare significava perdere lunica occasione reale di contenere il danno, non stato fatto nulla fuori dalle regole. Per reperire le risorse necessarie allaccordo, il governo ha anche approvato un decreto legge ad hoc, assegnando al ministero della Salute i 100 milioni destinati alla copertura dellimpegno finanziario. OPPOSIZIONI ALLATTACCO Una scelta di buonsenso che, per, ha scatenato lira funesta delle opposizioni (Pd e M5s). Le quali, in quella stagione politica, erano al governo con Giuseppe Conte e tenevano bordone ad Arcuri e ai suoi tecnici. Lo stesso Conte ha definito lintesa una ricompensa per chi mi ha accusato, dimenticando di specificare quando Bianchi lo avrebbe chiamato in causa. Limprenditore della JC Electronics ha invece raccontato solo come Conte fosse evocato dal suo ex socio dello studio Alpa, lavvocato Luca Di Donna, al momento di chiudere sostanziosi contratti per consulenze legali. Dunque, Conte sidentifica con Di Donna? E per quale motivo? Il Movimento 5 Stelle invece - e dunque Conte stesso, essendone il leader - ha annunciato un doppio esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, ipotizzando un danno erariale e sostenendo che laccordo sia stato concluso contro linteresse dello Stato. I numeri dicono il contrario.
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