WIRE — Il 4 luglio 1776 non nacquero gli Stati Uniti dAmerica. Quel giorno di 250 anni fa si prese formalmente atto che quel Paese esisteva da tempo. Con poca fantasia, si adoper un nome generico, persino banale e un po burocratico. Erano le 13 colonie della Corona britannica in America settentrionale che la Dichiarazione dindipendenza aveva mutato in altrettanti Stati e si univano per darsi forza. Un nome-fotografia che non aveva nulla di pomposo. Quella istantanea mostra infatti le fattezze di un Paese gi maturo, radicato in pi di un secolo e mezzo di vita vissuta a livello sociale, culturale e persino politico, se si prende a contare dal 1607, quando fu fondato il primo insediamento inglese stabile nellAmerica boreale, Jamestown, nella Virginia di oggi. I pionieri che sbarcarono in America si trovarono catapultati nella vertigine di una terra ignota e di popolazioni sconosciute con lo stesso ardimento che anima lesploratore, ma senza la spericolatezza dellacrobata che volteggia senza rete. Nella bricolla da esploratore gi portavano quelle che dal 1942 proprio gli americani chiameranno razioni K, i kit di sopravvivenza per ambienti sconosciuti, potenzialmente ostili: leredit, cio, del mondo da cui venivano, i valori morali e culturali dellEuropa che li aveva plasmati, persino i princpi filosofici e politici dellAntichit classica maestra di vita e ovviamente la Bibbia. Uno storico che la nostra memoria non omaggia del tutto come dovrebbe, Raimondo Luraghi, ha descritto la stratificazione quasi orografica da cui sinnalzano nel 1776 gli Stati Uniti, sottolineando limportanza di una Nouvelle France e di una Nueva Espaa nordamericane prima che il capitano John Smith (gi al servizio dellimpero asburgico contro gli ottomani) cartografasse e battezzasse il New England allinizio del secolo XVII. Amerigo Vespucci, che alla fine del Cinquecento scopr la scoperta dellAmerica da parte di Cristoforo Colombo nel 1492, lo battezz Mondo nuovo, ma gli europei vi trasportarono quello antico, per imitarlo se possibile anche in meglio. Luraghi, italiano, descrive la dinamica da osservatore esterno (etic dice la sociologia anglosassone, da non confondere con ethic). Dalla prospettiva interna (emic dice tale sociologia) Russell Kirk, statunitense, a descriverla al meglio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48395472]] Tra i pi fecondi intellettuali del secondo Novecento americano, scomparso nel 1994 a 76 anni, Kirk ha messo per iscritto riflessioni continue che sono divenute la memoria incrementale dei ricordi a lungo termine di quel Paese. In tempi di cancel culture e di rifiuto dellidea stessa di Occidente (mai solo geografica) la lezione di Kirk rischia per di sfrangiarsi. Per questo la pubblicazione di una raccolta di suoi saggi a tema opportuna nel 250 di quella che proprio Kirk definiva la non-fondazione degli Stati Uniti. On America: How to Understand the Legacy of 1776, curato da Michael Lucchese (che ha scritto per The Wall Street Journal e National Review), con premessa di Bradley J. Birzer (biografo di Kirk e saggista), per i tipi della Creed Culture di Nashville, in Tennessee, unantologia che esprime al meglio lautopercezione degli americani europei. Gli Stati Uniti, scrive Kirk, hanno ricevuto quasi tutte le proprie tradizioni dal Vecchio Mondo, modificandole quel tanto che serviva ad adattarle allesperienza americana. Ecco la chiave: unesperienza e non un esperimento astratto, pindarico. Alla scuola del proprio maestro culturale, il pensatore e uomo di Stato irlandese Edmund Burke, Kirk distingue nettamente la concretezza degli Stati Uniti dallideologia che ha generato la Rivoluzione francese, al punto da dare vita a due mondi diversi, opposti: luno la tabula rasa palingenetica dellintero cosmo umano, laltro la continuit che sa anche innovare. In un capitolo portentoso, Kirk dice bene che quella americana non fu una rivoluzione compiuta, bens una rivoluzione evitata. Negando il tradizionale autogoverno di fatto delle colonie fu la politica assolutistica del parlamento di Londra a mettere gli americani con le spalle al muro, portandoli allindipendenza. Pochi infatti la desideravano. Arriv solo il 4 luglio 1776, pi di 14 mesi dopo linizio del conflitto fra Londra e le colonie. Gli americani volevano restare inglesi; costretti dalle necessit, ruppero istituzionalmente con la madrepatria solo per riprendere a fare gli inglesi da soli, come peraltro avevano sempre fatto. E non solo: a fare gli europei come avevano sempre fatto. Kirk ha documentato come gli Stati Uniti, oltre che della cultura inglese, siano figli addirittura della Grecia classica, di Roma antica e del Medioevo cristiano. Sono cio un Mondo nuovo antico: un pezzo di Europa fuori dallEuropa, una espressione particolare delleredit occidentale. Kirk considerato il padre del pensiero conservatore americano nel secolo XX, soprattutto della sua forma mentis. questo il grande patrimonio che desiderava conservare. Per poterlo tramandare. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48403285]]
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