WIRE — Il governo tira dritto sul Piano Mattei. Ieri stata trasmessa al Parlamento la terza relazione annuale sullo stato di attuazione del piano per lAfrica, aggiornata al 30 giugno 2026 e adottata dalla Cabina di regia nella sua sesta riunione. I Paesi partner sono arrivati ad essere 18, dai 9 pilota di gennaio 2024, e i 14 di gennaio 2025: a marzo 2026 stato approvato lingresso di Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia. Unespansione che certifica come il Piano studiato dal governo sia ormai centrale nel panorama internazionale. Per il premier Giorgia Meloni si tratta di una strategia pienamente operativa che sta producendo risultati tangibili. Il presidente del Consiglio ha sottolineato che insieme ai nostri partner africani abbiamo avviato in questi anni pi di 70 progetti, grazie ad una solida architettura finanziaria che sta mobilitando risorse pubbliche e private. Il premier assicura che lItalia continuer a lavorare in questa direzione, per consolidare questa prospettiva e dare sempre pi forza al modello di cooperazione che abbiamo in mente: una cooperazione da pari a pari, fondata sul rispetto, sulla fiducia reciproca, sullo sviluppo condiviso. La dotazione iniziale del Piano era di 5,5 miliardi di euro. Ad oggi, i progetti in corso sono 76, con 1,2 miliardi di euro deliberati dal Comitato Tecnico del Fondo Italiano per il Clima per 15 interventi in Africa, di cui 936,7 milioni nel solo anno preso in esame dalla Relazione. Sono 4, invece, i miliardi di garanzie concesse da Sace a sostegno di investimenti nelle Nazioni del Piano, e 269 milioni di euro di crediti bilaterali italiani in corso di conversione in progetti di sviluppo, in un orizzonte decennale. La Relazione arrivata in Parlamento - ha chiarito Palazzo Chigi in una nota ripercorre il consolidamento del Piano lungo le sue sei direttrici di intervento: acqua, agricoltura, energia, infrastrutture fisiche e digitali, istruzione, formazione e cultura, salute. Tra i risultati - evidenzia il comunicato - c anche il riconoscimento internazionale del Piano, il sempre maggiore raccordo con il Global Gateway dellUnione Europea e il rafforzamento dellarchitettura finanziaria, costruita attorno alla collaborazione con le principali istituzioni internazionali.
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